André Aciman, Chiamami col tuo nome

Is it better to speak or to die?

Elio è un ragazzo di diciassette anni, intelligente, sensibile, appassionato di musica e molto maturo per la sua giovane età.

Oliver invece è un ventiquattrenne studente universitario americano, molto sicuro di sé, solare, affascinante, e particolarmente curioso.

Le loro vite s’incrociano un’estate di trentacinque anni fa, nella villa ligure del padre di Elio, professore che ogni anno invita uno dei suoi allievi per seguirlo nella scrittura della tesi di post dottorato. Quest’anno il nuovo arrivato, o come lo definisce Elio, ‘l’ennesima scocciatura’, è proprio Oliver, che però, a differenza dei precedenti studenti ospitati nella villa, conquista tutti fin dal primo istante. Con il suo atteggiamento sicuro, con il suo fascino, con il suo modo di dire ‘Dopo!’ con noncuranza, e con un velo di sbadataggine quando saluta le persone, si muove come se facesse parte della famiglia da anni. Tutti sono attratti da Oliver, ma è soprattutto il giovane Elio che giorno dopo giorno ne diviene quasi ossessionato e non riesce a pensare ad altro. Le settimane passano e il rapporto tra i due ragazzi cresce: discutono di letteratura, di musica, giocano a tennis, scendono in paese insieme, vanno al mare, si cercano, si guardano, sorridono. La loro complicità aumenta e il desiderio finora trattenuto da parte di entrambi esplode e si trasforma in un legame unico fatto di passione, di ossessione e di amore.

L’energia che sprigiona questo romanzo è davvero rara: la scrittura intensa dell’autore riesce a trasmettere tutte le forti sensazioni ed emozioni che vivono i due ragazzi. E’ semplicemente di amore che tratta questo romanzo: i dubbi iniziali, l’esaltazione e la paura, l’intensità del volersi, la sorpresa di essere ricambiati e il forte desiderio di stare insieme. La storia di due persone, due esseri umani che si incontrano, si attraggono e si amano, storia facilmente riconoscibile da ognuno e dunque universale.

E’ questo lo spunto che ci offre Andrè Aciman e su cui è importante soffermarsi: la passione, il dolore, la felicità non hanno e non devono avere genere. L’amore, quando è tale, lo è in ogni sua forma e ognuno ha il diritto di provarlo e viverlo per chiunque desideri.

“Facevamo finta di niente. Parlavamo di tutto fuorché di quello. Ma l’abbiamo sempre saputo, e che adesso non dicessimo nulla era un’ulteriore conferma. Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita.“

 

Vittoria Ridolfi

 

André Aciman, Chiamami col tuo nome, traduzione di V.Bastia, 2017, Guanda, pp. 271, €17

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