Angie Thomas, The hate u give

Il 5 marzo mattina ero lì, stavo tornando a casa, ero felice, avevamo passato una bella serata. Ero lì e ho sentito, gli spari e le urla su ponte Vespucci. Idy Diene aveva 54 anni e non ne avrà mai 55, perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e, inutile negare, perché era senegalese.
Quel pomeriggio ho cominciato The hate u give, che mi ha resa consapevole che quello che mi aveva tanto scioccata, da qualche parte nel mondo, non è del tutto raro e sorprendente.
Starr ha la mia età, ha i capelli ricci come i miei, ma la sua pelle è scura e vive a Garden Heights, il quartiere nero della sua città.
E soprattutto Starr ha visto gli occhi di Khalil spegnersi dopo che i tre colpi di pistola dell’agente Uno-Quindici gli avevano perforato il petto, la sera in cui erano fuggiti dal disordine della festa di Big D.

Lei era testimone, lei lo conosceva meglio di tante persone e ha dovuto affrontarne le conseguenze. Difendere un’amicizia di una vita senza alterare il sottile equilibrio, sul quale aveva lavorato tanto, tra il suo quartiere e quello di Riverton Hills, dove va a scuola e trascorre le sue giornate.

 

Federica Laneri

Angie Thomas, The hate u give, traduzione di Stefano Bortolussi, Giunti, 2017, pp.416, €14

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