Cinque domande a Luigi Ballerini su Euforbia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Da dove nascono le storie di Euforbia? Ha una passione particolare per la pasticceria?

 

Le storie di Euforbia nascono per caso, o forse no. Nascono sempre, come tutte, da una provocazione che mi è fatta dalla realtà. IN particolare tempo fa mia moglie stava annaffiando una pianta sul terrazzo di casa nostra e io le ho chiesto che pianta fosse, lei mi ha risposto: è una Euforbia. Qualcosa si è acceso nella mia testa. Che bel nome per una protagonista!, mi sono detto. A quel punto Euforbia era nata, ma che lavoro poteva fare? Non ho avuto dubbi: la pasticciera! Mi chiederai perché. Non lo so. Forse perché a lei piaceva così, forse perché io sono un goloso di dolci, forse perché anche a me piace prepararli e ho studiato per farlo bene. Vedi, i miei personaggi (ma forse tutti?) è come se avessero una vita propria, che a me tocca solo raccontare più che inventare. Non te lo so spiegare meglio, succede così. Mi metto al servizio del personaggio e lo racconto, senza interferire troppo con lui o con lei.

 

 

  1. Di solito le pasticcerie non producono pasticcini “su misura”come fa Euforbia. Lei conosce qualcuno che li fa?

 

Pensa che qualche mese fa passeggiavo per una cittadina del Nord in attesa di incontrare dei ragazzi e un’insegna mi ha attratto sulla via. “Pasticcini su misura” c’era scritto. Sono entrato e ho ordinato un caffè. Poi ho chiesto che cosa significasse quel su misura. “Fatti per le esigenze dei nostri clienti” mi ha risposto la ragazza al banco. Ho sorriso. Una coincidenza, possibile?

“Come è venuta questa idea?” ho domandato.

Mi ha subito risposto una signora che era seduta al tavolo: “è nata da un libro che ha letto mia figlia e che ho regalato alla pasticciera, mia amica”.

Ho sorriso nuovamente e ho pagato, poi sono uscito. Ti chiederai se ho rivelato che ero io l’autore del libro. No, non l’ho fatto. Mi sembrava in qualche modo indiscreto.

Ora so che c’è davvero una Euforbia che prepara pasticcini speciali e a me basta così.

 

 

  1. Le avventure di Euforbia continueranno o finiscono qui?

 

Oh, sai che non lo so? Chissà. Dipende da lei, più che da me. Quando ha incontrato Eugenio me lo ha raccontato subito.

 

  1. Siccome io spero che proseguano, le chiedo: dopo pasticcini e profumi, quali altri mestieri “su misura” e quali nuovi personaggi dobbiamo aspettarci?

 

Piacerebbe tanto saperlo anche a me. Francamente non lo so. Davvero dipenderà dagli incontri di Euforbia. La vita è fatta così, non credi? Tutto dipende dai nostri incontri. Comunque appena lo saprò, te lo faccio sapere. Promesso.

 

  1. Le ha mai detto qualcuno di aver trovato nei  suoi personaggi Euforbia e Eugenio ispirazione per “rinnovare” il suo modo di lavorare?

 

Oh, no. Però io stesso ho imparato molto da Euforbia. Pensa che trattiamo i ragazzi nello stesso modo. Ad esempio nel mio studio professionale io do sempre del lei ai ragazzi dalle medie in su. Se non sbaglio lo fa anche la mia amica pasticciera…

 

a cura di Giulia M.

 

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