David Almond, La canzone di Orfeo

La canzone di Orfeo è un romanzo di David Almond, che narra la storia di normali adolescenti, ma basandosi sulla rielaborazione del mito di Orfeo e Euridice. Racconta la vicenda di Claire ed Ella, amiche inseparabili fin da piccole, che insieme ai loro amici condividono la voglia di libertà e invincibilità che solo un adolescente possiede; durante una gita sulle spiagge del Northumberland i ragazzi sperimentano la tanto attesa libertà, passando la notte intorno a un falò, dormendo in tenda. Inaspettatamente il mattino seguente sono svegliati dal canto divino di uno sconosciuto, apparso dal nulla, Orpheus. Tutti ne rimangono rapiti, in particolare Ella, come se Orpheus fosse inconsapevolmente l’unica cosa che stava aspettando ma che ancora non era arrivata. Il loro amore è come il suo canto: entra nell’anima e non c’è via d’uscita.

L’adolescenza è composta da emozioni, è fatta di attimi intensi, capaci di farci sentire invincibili: può far smarrire la rotta o semplicemente insegnarci che la rotta giusta è ancora da trovare, può annullare in un solo attimo le certezze ritenute fondamentali fino a quel momento, proprio come una sola nota può cambiare la sorte di un’intera canzone; ogni cosa è in bilico come se bastasse una folata di vento in più per portarla via, e non ci resta che affrontare la vita in attesa del vento, o sperando solo che non arrivi mai, è certo però che ogni attimo resterà indelebile sulla pelle portandoci fino all’estremo, lasciando che in noi viva per sempre quel brivido che parte dal collo e arriva in fondo alla schiena, proprio come se ogni attimo dentro di noi non morisse mai.

Aurora Galeotti

David Almond, La canzone di Orfeo, traduzione di Giuseppe Iacobaci e Wendell Ricketts, Salani, 2018, pp. 256, €14.90

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