Fabio Geda – Marco Magnone, Berlin. La battaglia di Gropius

È la vigilia di Natale, nella Berlino ormai abitata da tre anni dai soli ragazzi sopravvissuti al virus che ha ucciso ogni adulto. Wolfrun, a capo di Tegel, ha l’obbiettivo di conquistare la città. In parte lo sta già facendo; avendo distrutto e annesso al suo controllo lo Zoo e l’Havel, ora vuole attaccare Jakob e gli altri ragazzi di Gropius. Le ragazze, ex abitanti dell’isola Pfaueninsel, si sono rifugiate proprio a Gropiusstadt e li hanno avvisati dell’arrivo, non certo pacifico, di Wolfrun; sarà una battaglia dove prevarrà un mero capriccio oppure il senso di umanità, collaborazione e fratellanza che contraddistingue ogni ragazzo non “infettato” dal desiderio di potere e di comando caratterizzante l’ex mondo adulto…

Intanto qualcosa al Reichstag è cambiato e porterà a una svolta inaspettata…

… perché stava accadendo tutto questo? Perché non poteva vivere i suoi quindici anni, così come sarebbe stato giusto: la scuola, gli amici, la famiglia e la fidanzata. Perché il suo mondo era quello?

Rispetto agli altri due antecedenti, nel racconto, prevalgono emozioni profonde e soprattutto tipiche di una normale adolescenza (amore, amicizia, eccitazione), nonostante ciò vengono a galla aspetti tipici delle persone mature; sottolineando particolarità negative dell’egoistico mondo adulto: il capriccio di un’immotivata conquista.

Questo connubio è fondamentale e dà un senso a un mondo in cui i ragazzi sono obbligati, per sopravvivere, a maturare e a crescere prima. Nonostante ciò trovare la forza di restare umani pur sapendo che non avranno un futuro e la paura di giocarselo implica di avere comunque stimoli in quello “schifo” di mondo che avevano ereditato. Ogni singolo fatto può cambiare radicalmente la complicata e breve esistenza.

.. c’ era paura nell’aria, eccitazione . C’ era la sensazione di giocarsi il futuro. Loro che al futuro non pensavano più da anni..”

Enzo Caleca

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