Guido Sgardoli, The stone

Liam, un ragazzo di tredici anni intelligente e coraggioso, dopo aver perso la madre in un incidente domestico e a seguito della morte del guardiano del faro dell’isola di Levermoir, trova una pietra a lui familiare. Da lì ha inizio un’ avventura fatta di magia, misteri, tragedie e stranezze.

Levermoir dopo gli ultimi avvenimenti sembra essere precipitata in un pozzo di rovina e di pazzia collettiva dal quale pare impossibile riemergere, come se gli abitanti dell’isola stessero raggiungendo l’apice di una tragica parabola, il culmine di quella che ormai appare chiaramente una ineluttabile maledizione.

Guido Sgardoli mi ha coinvolto intensamente nella lettura di The Stone. L’ambientazione, un piccolo paesino situato su un’isola della costa irlandese chiamata Levermoir è fondamentale nella narrazione ed io l’ho adorato. Il libro, un po’ fantastico, un po’ horror, è formidabile, costruito con una serie di colpi di scena e ricco di descrizioni che aiutano a capire i personaggi, rendendoli realistici, soffermandosi sul carattere di ognuno.

Liam e i suoi amici vivono una storia di amicizia con la “A” maiuscola e nelle vicende sembra di essere al loro fianco, mentre si cacciano nei guai e scoprono segreti che piano piano vengono alla luce. Sia per la trama che per il modo in cui è scritto non vorresti mai mollare la lettura e ti dispiacerà arrivare all’ultima parola.

Come si dice nel libro:

“Accadono certe cose sull’isola e certe cose non vanno comprese ma solo vissute” ed io leggendo The Stone sono stata avvolta nella nebbia irlandese, trascinata nelle vicende vivendo i fatti accaduti sull’isola insieme ai personaggi.

Sofia Monti

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