Suzanne Collins, Hunger Games: il canto della rivolta

“Hunger Games: il canto della rivolta”, terzo e ultimo libro della saga di “Hunger games”, di Suzanne Collins, è sicuramente il più tragico, il più emotivo e, a mio parere, il più bello fra “Hunger games”, “Hunger games: la ragazza di fuoco” e “Hunger games: il canto della rivolta”. L’ apertura è tragica. La casa e il distretto di Katniss Everdeen sono distrutti. Peeta, dopo i settantacinquesimi “Hunger games”, è stato catturato dal Presidente Snow. La vita di Katniss sembra cadere a pezzi, ma è costretta a nascondere tutto per le telecamere. Appunto Katniss viene usata come Ghiandaia Imitatrice dai ribelli del Distretto 13 per portare il popolo di Panem alla rivolta. La prima parte del libro è tutta una registrazione di spot da mandare illegalmente nella rete di Panem, che porterà parte dei distretti alla rivolta contro Capitol. Poi tutto cambia, le parole devono diventare fatti, la ribellione è pronta. Katniss è pronta. Capitol deve essere espugnata, la dittatura deve essere ribaltata. La ribellione inizia qui, perché “Se noi bruciamo, voi bruciate con noi”.
Francesco Amodio

Oscar Mondadori, 2012

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