Jaco Van Dormael, Dio esiste e vive a Bruxelles

Dio esiste e vive a Bruxelles, governa il mondo con una sigaretta sempre accesa tra le labbra e un computer vecchio stampo, sul quale lavora tutto il giorno sfogando la propria ira contro gli uomini. Dio è sposato ad una donna molto riservata, vittima del carattere irascibile, violento e bisbetico del marito. Insieme hanno avuto due figli: la figlia minore Ea e il primogenito di nome JC (Gesù Cristo), di cui è severamente proibito parlare poiché è fuggito di casa, ormai da molto tempo, per trovare dodici persone che ricordassero le sue imprese. Ea non può più sopportare il regime dittatoriale che si vive in casa e decide dunque di fuggire per reclutare i suoi sei apostoli, e, obiettivo più importante, sabotare Dio. Così, si intrufola nello studio del padre, accende il computer e, per vendicarsi di tutte le cattiverie da lui commesse, spedisce ad ogni persona un sms in cui è scritta la data di morte, senza rendersi conto del disastro provocato. Disperazione e caos ora governano il mondo, il quale, in preda al panico più totale, si trova costretto a dover rispondere a questa domanda: “Cosa fare del tempo rimasto a disposizione?”

Una storia diversa, divertente e commovente allo stesso tempo, capace di provocare il riso e di far piangere, che affronta temi enigmatici sui quali l’ uomo si è da sempre interrogato con inquietudine e paura. Trama assolutamente originale e affascinante, ricoperta da un’ atmosfera magica che ricorda inevitabilmente, anche per alcune scelte tecniche di ripresa, il capolavoro francese intitolato “Il favoloso mondo di Amélie”. Io stesso infatti, avendo visto e apprezzato entrambi i film, potrei giurare che sono stati girati dallo stesso regista.

“Esilarante, emozionante, provocatorio”

Sebastiano Poli

 

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