L’incipit della settimana: Cristina Bellemo, Eppure sentire

Io quel rumore di vetri rotti sotto i piedi non me lo dimentico più. Il suono. Forse non era neanche un rumore, più una sensazione fisica di qualcosa di duro e frammentato sotto le suole delle scarpe. Tatto, invece di udito, ché si sente con ogni singola parte del corpo, se uno sa ascoltare.

Diciassette gennaio, venerdì.

Stamattina ho interrogazione di scienze, e non riesco a tirarmi fuori dalle coperte.

Ci vuole la notte intera di sonno e di sogni per fare questo calore, io ci sto anche con la testa sotto il piumone, che se metti fuori un dito solo il caldo va in frantumi come un cristallo quando cade. E il freddo ti si attacca subito dappertutto.

Fuori il mondo non esiste, il tempo è sospeso, nessuna voce, nessuna sveglia, nessuno. Come se io ora aleggiassi nell’aria, dentro questa bolla impalpabile di tepore. Rimango qui per sempre.

Cristina Bellemo, Eppure sentire, San Paolo, 2017, pp.163, €14,50.

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