L’incipit della settimana/2: Robin Stevens, Il mistero del Guggenheim

Ecco alcune informazioni su di me.

Mi chiamo Ted Spark.

Ho 12 anni e 281 giorni.

Ho sette amici.

Nella cartella argentata con sopra scritto Le mie bugie, che tengo nel cassetto della scrivania, ci sono nove bugie.

Da grande farò il meteorologo, così potrò aiutare la gente quando il tempo fa i capricci. È una cosa che in futuro accadrà sempre più spesso. Il pianeta si sta riscaldando a causa dell’aumento dei livelli di gas serra nell’atmosfera. Questo provocherà l’innalzamento dei mari e le condizioni del tempo diventeranno più estreme e imprevedibili. È una cosa molto interessante e anche molto preoccupante. Non capisco perché gli altri membri della mia famiglia – mamma, papà e mia sorella Kat – non siano preoccupati quanto lo sono io.

Forse c’entra il mio strano cervello, su cui gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone. È per questo che per me le cose che seguono degli schemi come la meteorologia sono molto importanti, e che riesco a notare dettagli che nessun altro vede. Capisco in che modo sono collegate le cose fra loro, e riesco a creare connessioni di cui gli altri non sembrano capaci. Sto imparando che ci sono degli schemi persino nelle storie, nella mitologia e nella poesia.

Ci sono schemi ovunque guardi.

Robin Stevens, Il mistero del Guggenheim, traduzione di Sante Bandirali, 2017, Uovonero, pp.252, €15.

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