Marie Aude Murail, Cécile. Il futuro è per tutti

A Marie Aude Murail sembra appartenere, tra altri innumerevoli, il tema della vocazione. Se il giovane protagonista di Nodi al pettine la trova quasi per caso, Cécile Barrois, la giovane protagonista di questo romanzo, la possiede fin da piccola, ed è quella dell’insegnamento.A ventitré anni, Cécile affronta il primo incarico in una piccola scuola elementare del centro di una cittadina francese: grande ingenuità,  molti timori, compensati però da una tenacia non comune e da un autentico interesse verso i suoi piccoli allievi. La vicenda segue il primo anno scolastico di Cécile, e in parallelo le piccole-grandi storie che ruotano attorno a lei: le vicende familiari di alcuni alunni con difficoltà di apprendimento, le difficoltà di integrazione dei dodici fratelli Baoulé, rifugiati della Costa d’Avorio, le brame di chi desidera entrare in possesso dei locali della scuola per fini commerciali.Marie Aude Murail è solita cimentarsi con temi spinosi, legati all’attualità: l’omosessualità, il ritardo mentale, la violenza nella coppia. In questo caso, al centro della sua indagine vi è l’integrazione e l’accoglienza degli extracomunitari (il titolo originale, Vive la République, sembra ironizzare sui fondamenti della società francese non sempre messi in pratica). Il lieto fine, del quale il lettore non dubita neppure per un istante, non appare però consolatorio, ma quasi connaturato all’idea che Marie Aude Murail ha della letteratura, arma dell’umanità per la costruzione di un domani migliore.

 

M.B.

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