Ogni cosa è illuminata- Jonathan Safran Foer

Per me è molto difficile recensire questo libro, quando ho finito l’ultima pagina, sono rimasta lì, ferma a guardare il vuoto per alcuni minuti, poi una voce mi ha risvegliata: <<Me lo presti? Hai detto che è bello, giusto?>>
E sapete che cosa ho fatto? L’ho nascosto e ho detto di no, che era troppo forte. Ma la vera ragione di questa brusca risposta e che il sentimento che ho provato di più nel corso della lettura è stata la vergogna. Vergogna per tutto ciò che l’uomo ha fatto, ero schifata da me stessa, da tutti. Ed era ingiusto.
Volevo prendere il libro e chiuderlo in un cassetto dove nessuno avrebbe più potuto prenderlo. Ed era qui che mi sbagliavo, non è certo cancellando ricordi ed esperienze che l’umanità migliorerà, anzi! Tutti dovrebbero sapere, tutti dovrebbero conoscere. Non per soffrire, ma per non far soffrire.
Questo libro è un concentrato di sentimenti ed emozioni. A volte terribili, a volte bellissimi, anche se la distanza tra gli uni e gli altri è spesso talmente sottile che quasi non si avverte.
E se poi vi chiedete che cosa avreste fatto voi, allora vi renderete conto con orrore che non siete persone migliori, che non siete peggiori. Che siete soltanto persone. Perché anche voi odiate, amate, siete amati e odiati. Anche voi avreste sareste rimarti inerti ad aspettare la morte, ma potendo evitarla anche voi l’avreste fatto, anche voi avreste indicato. Anche voi. Come tutti.
“E se non fosse stato in suo potere?”
“Non posso credere ad un Dio che non era capace di fermare quello che succedeva.”
“E se a farlo non fosse stato Dio ma l’uomo?”
“Non credo neanche all’uomo”

Flaminia Zilletti

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