Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

Vi siete mai trovati davanti ad un quadro e ne avete contemplato la bellezza?

Avete mai provato ad afferrarne le ombreggiature e i dettagli, le sfumature e i colori, la vita che può prendere, come se guardasse dentro di voi nel più profondo, come se rivelasse il tutto e il niente?

Eppure lo osserverete, anno per anno, e non vi stancherete mai di guardarlo, perché troverete sempre qualcosa che la volta precedente non avrete visto. Voi invecchierete, e lui no. Resterà in posa finché non andrà disperso, bruciato o chissà.

Vi rassegnerete alla gelosia che provate per quella perfezione nell’espressione, nel viso, negli occhi, mentre lui, guardandovi passare i vostri giorni, ne riderà di gusto.

Ma Dorian Gray ha avuto un così profondo sentimento per quel quadro a lui dedicato, che ha voluto esprimere un voto per restare giovane in eterno.

E’ certo vero che io non saprei starmene a guardare il mio ritratto frantumarsi, pezzo per pezzo, sgretolarsi in un cumulo di cenere, diventare un mostro, un demone, un volto sfigurato dagli anni e dalle esperienze.

A quel punto l’immagine di quella perfezione che voi stavate osservando, diventerà un’ossessione, un grido di orrore perché riflette ciò che effettivamente siete.
C’e’ dunque qualcosa di bello in tutto ciò?

Margherita Romiti

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