Salvatore Basile, Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Michele ha vissuto tutta la vita alla stazione ferroviaria di Miniera di Mare. La madre lo ha abbandonato all’età di 7 anni portando con sé il suo diario. Il padre è morto qualche anno dopo. L’unica cosa che faceva compagnia a Michele erano i suoi oggetti smarriti, che venivano dimenticati dai proprietari sul treno, perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.
Un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili.
A stravolgere la sua vita così monotona è Elena, una ragazza che un giorno va da lui a recuperare la bambola della sorella, dimenticata sul treno. Lei lo incita a seguire il diario e andare in cerca della madre.
A partire dal giorno in cui Michele mette piede fuori casa la storia diventa un susseguirsi di avventure e nuove conoscenze.
Salvatore Basile ebbe l’idea per questa vicenda quando lesse sul giornale che qualcuno aveva lasciato un polmone d’acciaio alla stazione Centrale di Milano, e nessuno è mai andato a reclamarlo. Sicuramente quest’articolo avrebbe colpito chiunque, ma Basile è riuscito, da un semplice sentimento di sorpresa verso l’accaduto, a creare una storia avvincente, un’avventura molto diversa da quelle che siamo abituati a leggere. Semplice, ma efficace.

Carlotta Baldi Papini

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