David Almond, Skellig

Lo trovai nel garage un sabato pomeriggio, il giorno dopo che ci eravamo trasferiti in Falconer Road”.

Michael e la sua famiglia stanno passando un momento difficile: la sua sorellina appena nata sta male. Mentre sua madre è all’ospedale con la bambina (che ancora non ha un nome) e suo padre sta lavorando nella nuova casa, Michael, spinto dalla curiosità, entra nel garage, nonostante gli fosse stato vietato. Trova sdraiato in un angolo un essere dalla faccia pallida, in fin di vita… Skellig.

Una compagna di vita e di avventura, che lo aiuterà sempre e comunque, è la sua nuova amica Mina, una ragazza intelligente, esuberante e saggia.

Un aspetto che mi ha molto sorpreso di questo libro è stata la capacità dell’autore di mettere a confronto i caratteri dei due protagonisti: Michael e Mina, due personalità diverse, opposte, ma che messi insieme formano un’unica anima forte, solida, indistruttibile.

Sentivo i cuori di Skellig e Mina battere insieme. Il cuore mi batteva forte, veloce, ma poi raggiunse un ritmo oscillante e calmo. Sentii i loro respiri muoversi al ritmo del mio. Era come se fossimo una cosa sola”.

Secondo me Skellig è il personaggio-chiave di questo libro: serve a Michael per sentirsi utile,  dal momento che non può prendersi cura della sorellina, ma di questa creatura sì. Può proteggerlo e accudirlo. A sua volta, Skellig è l’angelo custode della famiglia, ma soprattutto della piccola, salvata dai medici ma protetta da lui.

“A volte dobbiamo solo accettare che ci sono cose che non si possono sapere; pensiamo che dovremmo essere capaci di sapere tutto, ma non è così”.

Enzo Caleca

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