Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa

“Quando hai paura è segno che la vita sta cominciando a darti del tu.”

Ed è proprio questo che si sentirà dire Margherita da suo padre durante una gita in barca fatta per festeggiare il suo compleanno, pochi giorni prima di cominciare il liceo. Ha paura, perché “a quattordici anni sei un funambolo a piedi nudi sul tuo filo e l’equilibrio è un miracolo”. Ma sa che quell’uomo che la porta per mare facendole sognare la Sicilia, la sua terra d’origine, sarà sempre lì per lei. Gliel’ha promesso.

 

Un messaggio in segreteria, ascoltato per sbaglio. Il gelo nel tepore di metà settembre, improvviso, che portava un dolore forte, troppo grande da affrontare. Suo padre se ne era andato, e aveva portato via ogni tipo di forza da quella che era ancora una bambina. Aveva tagliato quel sottilissimo filo di equilibrio che, in gran parte, aveva costruito lui. E’ questo che deve affrontare Margherita insieme all’adolescenza: l’abbandono, un rapporto con la madre che va sgretolandosi ogni giorno di più, una nuova scuola, dove il giudizio dei suoi coetanei e l’incomprensione di alcuni professori la faranno cedere nei momenti peggiori, e il suo primo amore, Giulio, nel contempo anche una delle sue più grandi fonti di salvezza. Insieme a lui, la ragazza sarà sostenuta da figure che diventeranno per lei i pezzi principali nel puzzle della sua vita: Marta, la sua compagna di banco e migliore amica, con la sua stravagante famiglia, capace di trasmetterle una certa pace, che ormai da sola non poteva trovare; nonna Teresa, l’unica capace di capirla senza bisogno di parole, come se ricordasse perfettamente quanto dolore si possa provare a quell’età parlando di emozioni così forti; il piccolo Andrea, suo fratello, di poche parole ma già uomo capace di una rara verità, e infine il suo professore di italiano, che la farà innamorare dell’Odissea. Sarà proprio dal poema che Margherita trarrà le sue conclusioni: un viaggio davanti a lei, paragonabile alla vita, pieno di ostacoli prima ancora della partenza, ma necessario a recuperare il suo più grande tassello mancante, quello senza il quale sarebbe impossibile vedere l’immagine completa. E con accanto a lei un Giulio, innamorato per la prima volta, dotato di una nuova fiducia ormai persa da tanto tempo, diventerà una donna davvero. Certe esperienze, certi ricordi, sensazioni così forti, le lasceranno segni innumerevoli, alcuni visibili, altri meno, ma tutti necessari. Margherita ha capito. Si è resa conto della semplice complessità contenuta in quella felicità che per tanto tempo aveva cercato e che si era ritrovata per le mani in modo totalmente inaspettato. Perché è così che funziona: Margherita ha capito, le è servito molto tempo, camminare e perdersi tanto. Noi adolescenti sentiamo tutto, forte. Ma grazie a questa ragazza, grazie a D’Avenia, forse adesso ci rendiamo conto della forza che abbiamo. A ognuno di noi occorrono altre tessere, da soli siamo una macchia di colore del puzzle. Trovare un sostegno, qualcuno che cammini sul filo con noi: questo ci regalerà sempre una nuova “gioia di vivere”.

Giulia Lanzafame

 

Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa, Mondadori, 2011 (tascabile 2016), pp.336, €11.90.

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