Apuleio, Amore e Psiche

Arthur Schopenhauer studiò la teoria Platonica dell’amore come dolore attraverso “il dilemma del porcospino”. Esso afferma che due porcospini hanno la necessità di restare vicini a scaldarsi per non morire assiderati, ma, più essi si avvicinano tra loro, più aumenterà la possibilità di ferirsi vicendevolmente. “Dal complesso, nasce il dilemma” disse il filosofo.

Questa riflessione per presentarmi: io sono un po’ così. Più mi impegno in una cosa, più essa mi appassiona e maggiore è la sicurezza di riscontrare dolore.

Allo stesso modo, vi sono passioni che scalfiscono profondamente l’animo umano: esse uccidono ogni sentimento o lo innalzano. Lucio Apuleio, autore latino del secondo secolo dopo cristo, ha interpretato una storia senza tempo, con origini millenarie, rendendola dolorosa e personalistica per chiunque la legga: nelle sue “Metamorfosi”, si trova la favola di “Amore e Psiche”. Quasi tutti siamo a conoscenza della loro storia, ma questa recensione è stata scritta affinché possiate toccare la sostanza con la vostra mente. È definita una favola milesia (di argomento erotico) ed è ciò che di più affascinante ci sia, nella immane innocenza della bella Psiche. Attraverso parole quasi disegnate attorno a ogni personaggio, Apuleio è riuscito a unire l’innocenza della voglia di vivere, di sperimentare, di scoprire, ad una scarica di erotismo trascinante e mai volgare. Due ore di lettura ben spese, ne sono sicura. C’è un sottilissimo filo che congiunge la storia drammatica e dolorosa che viene narrata ed il quadro pittorico dai tratti Klimtiani (se così possiamo definirli) della novella. Il dolore fa fiorire o appassire, e Apuleio è riuscito a giocare sulla coesistenza di entrambi; sebbene questo dualismo sia pressappoco ossimorico, Psiche, grazie a Cupido, fiorisce. Vive attimi di pura felicità per la sua vita, sebbene si senta sola nell’ignoranza dell’identità del marito. Contrapposto vi è l’abbandono di Psiche da parte di Amore; ella non tornerà mai più ad essere l’innocente e fragile ragazza che viene aggiogata dalle sorelle, è una forte ed indipendente donna che sfida il fato orchestrando la morte di chi ha commesso il tradimento del suo sangue. Tornerà a fiorire, la donna, gravida e sposata con nozze celesti, ma non sarà più la stessa. La freddezza della donna che uccide le sorelle con un tranello non è in minima parte comparabile alla bontà della fanciulla che, consapevole del proprio destino, si fa lasciare da sola su di un monte abbandonando i suoi cari.

Questo lungo commento per indurvi a leggere questa fabella, che mai sarà replicabile da nessuno in terra. La tenerezza della carnalità è tutto ciò che di più caro trovo in quelle parole. L’amore provoca sofferenza e cambiamento, contrapponendolo alla crescita, al progresso ed alla passione. La storia di Amore e Psiche parla di tutti noi esseri umani che, cercando il nostro scopo, vaghiamo senza certezze, consegnando spesso il nostro destino nelle mani del male per poter riavere ciò che si è perduto.

Non è un segreto che tutto, tutto ritorna.

Eleonora Baldi

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