Honoré De Balzac, Eugénie Grandet

Eugenie era sempre stata obbediente, una ragazza semplice, circondata dal muro di regole dell’inflessibile papà Grandet: non aveva mai conosciuto la bellezza e la complessità del mondo, ne era sempre stata solo osservatrice dalla sua finestra sempre aperta.
Per Eugenie sarebbe bastata una piccola novità e il sistema sarebbe saltato.
Era successo così: papà Grandet aveva un fratello, e il poveretto,  non altrettanto ricco quanto il primo, per via di scomodi debiti aveva deciso di lasciare un’opportunità di rivincita e di orgoglio al figlio e si era tolto la vita. Il figlio, Charles, cugino di Eugenie, era ignaro di tutto quello che accadeva e era stato mandato a casa del fratello, dove sarebbe stato sicuramente accolto.
Una storia così e il fascino di Charles avevano creato il turbine perfetto per ingoiare Eugenie: fu questa la novità che fece saltare il rigido sistema di papà Grandet.
L’amore tra Eugenie e Charles era però puro e non si può certo dire che Charles avesse inizialmente cercato questo amore per sua convenienza: Eugenie era generosa ed ingenua, e questo Charles non lo sapeva bensì aveva scoperto e poi tutto aveva remato a suo vantaggio.
Un romanzo che colpisce per la sua linearità, che non sempre porta qualcosa di positivo: forse un po’ statico rispetto alla situazione svantaggiata di Eugenie, ma comunque molto realistico.
Carolina Muccini

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