L’incipit della settimana: Kevin Brooks, iBoy

Lo smartphone che mi ha fracassato il cranio era un Iphone 3GS da 32GB. Pesava 135 grammi, misurava 115,5 mm x 62,1 mm x 12,3 mm e viaggiava a una velocità di circa 123 chilometri orari. Ovviamente al momento dell’impatto non sapevo nulla di tutto ciò. L’unica cosa di cui mi accorsi in quel momento fu che un piccolo oggetto nero mi piombò addosso dal cielo e poi…
CRACK!


Un lampo improvviso di dolore accecante.
Poi niente.

Quindici minuti prima era tutto perfettamente normale. Era venerdì 5 marzo2010 e le strade erano ancora  fangose per via della neve della settimana precedente. Ero uscito da scuola alla solita ora, poco dopo le tre e mezza, e mi ero incamminato verso casa con in testa gli stessi pensieri di sempre. Mi sentivo bene, ma non alla grande. Solo, ma non disperato. Un po’ giù di corda per una serie di motivi, ma non preoccupato per qualcosa in particolare.

Il mio solito me stesso: Tom Harvey, un ragazzo sedicenne di Londra.

Kevin Brooks, iBoy, traduzione di G.Salvi, Piemme, 2017, pp.252, €16,50.

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