L’incipit della settimana: Non Pratt, Remix

Kara

Non è strano svegliarsi e trovare almeno due o tre messaggi della mia migliore amica, mandati all’ora in cui di solito la gente dorme. Oggi ce ne sono quattordici.
Allora, me li porto o no gli stivali di gomma? Inviato alle 00:23, quindi tecnicamente il giorno in cui stiamo partendo per il festival. Non mi stupisce affatto: Ruby non è una tipa da ultimo minuto ma da ultimo nanosecondo.
Ho deciso che non me li porto. Fanno sudare. Piede sudato o piede da trincea?
Non è che spero di prendermi il piede da trincea, eh. Ho visto su Google, è una cosa schifosissima.
Ha arricchito il messaggio con una foto istruttiva (e inquietante) di un piede putrefatto.
Non trovo il reggiseno giusto. Quello viola che si allaccia davanti e fa sembrare che ci sia qualcosa dentro. L’ho lasciato da te venerdì?
Era tra i panni da lavare e puzza di birra (???). L’ho messo in lavatrice. Mentre aspetto faccio una playlist per il viaggio. Richieste?
Senza contributi utili da parte tua, la playlist è Gold’ntone all’80%. Se continuo così sarà più lunga del concerto di sabato. (SABATO!!!)
Mi sono distratta a cercare su Tumblr foto di Wexler. Ecco la più bella.
Dal telefono Adam Wexler, solista dei Gold’ntone, mi lancia uno sguardo rovente, tirandosi su il bavero di una giacca costosa (è decisamente un passo avanti rispetto al piede maciullato). Si morde appena il labbro inferiore, come trattenendo un sorriso. Devo solo provare a immaginare a cosa sta pensando per sentire il cuore che accelera e le guance che scottano.

Non Pratt, Remix, traduzione di Valentina Daniele, Feltrinelli Up, 2017, pp.288, €15

 

 

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