Un incipit al giorno: Melvin Burgess, Innamorarsi di April

La foschia era bassa sull’acqua e i cigni accovacciati nel fango scuro si accorsero della barchetta – che, staccatasi dal molo di fronte, si avvicinava spinta dalla corrente – solo quando fu quasi loro addosso. Spesso, durante la bassa marea, i cigni venivano a riposarsi in quel punto del fiume: a volte erano pochi, a volte trenta o quaranta e a volte, come adesso, quasi un centinaio. Stavolta April era certa di catturarne uno.

Stava distesa sul fondo della barca, sotto una coperta mascherata da ramoscelli e foglie. Giorni prima aveva legato una corda a un vecchio battello arenatosi nel fango sulla riva opposta del fiume, dopodiché era tornata indietro a nuoto e ne aveva passato l’altro capo in un foro praticato nella prua della sua barchetta a remi. E ora, non vista, faceva scorrere la corda attraverso il foro, scivolando cauta verso i cigni sonnecchianti.

 

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