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John Boyne, Resta dove sei e poi vai

John Boyne, Resta dove sei e poi vai

Alfie Summerfield ha cinque anni, e il suo mondo è Damley Road, una tranquilla strada di Londra in cui tutti si conoscono. Il giorno del suo quinto compleanno cade il 28 giugno 1914, la data del famigerato assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, che dà il via alla febbre di massa dell’arruolamento volontario in vista della Prima Guerra Mondiale.

Il padre di Alfie non è immune dal contagio, e decide di arruolarsi, con l’illusione, condivisa in quei neri giorni, che la guerra sarebbe durata poco.

Gli anni passano, i compleanni con loro: Alfie ne ha ormai nove, e l’universo intorno a lui ha il colore della disillusione. Le lettere del padre hanno rivelato un disagio sempre crescente, fino a diradarsi. La madre ha iniziato a lavorare per garantire la sopravvivenza della famiglia, e lo stesso protagonista, di nascosto, contribuisce alla causa lavorando come lustrascarpe alla stazione, ogni giorno tranne il lunedì e il giovedì, quando a scuola ci sono le sue materie preferite, la lettura e la storia.

Sarà proprio nello svolgimento della sua professione che Alfie farà una scoperta sconvolgente, che rimette in discussione le verità che gli erano state rivelate. Ci vorrà una bella dose di incoscienza per tentare di rimettere ordine nella vita della sua famiglia…

È realisticamente prevedibile che il 2014, anno del centenario, porterà sugli scaffali un bel numero di volumi sulla Grande Guerra, e che la letteratura per ragazzi si adeguerà alle esigenze del mercato. La letteratura inglese ha mostrato di precorrere i tempi, con Dowswell prima (vedi qui) e Boyne poi.

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Il nuovo romanzo dell’autore del Bambino con il pigiama a righe  e de La sfida ha il merito indiscutibile, oltre ad una scrittura vivace e ritmata, di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti solo apparentemente marginali, quando si tratta della Grande Guerra: il lavoro di donne e bambini lontano dal fronte, i traumi fisici e psicologici dei militari, il trattamento riservato agli stranieri e agli obiettori di coscienza, nonché quello di informare su questi temi i numerosi giovani lettori di tutto il mondo che talvolta provano un sentimento di infastidita lontananza quando si parla degli stessi eventi nelle pagine dei manuali di storia.

MB

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