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L’incipit della settimana: Candace Bushnell, Katie Cotugno, Una ragazza perfetta

L’incipit della settimana: Candace Bushnell, Katie Cotugno, Una ragazza perfetta

«E questa è la storia di come Hemingway e Fitzgerald sono diventati la coppia di nemici-amici più celebre della letteratura del ventesimo secolo» dice il professor Beckett appoggiato alla cattedra durante il corso avanzato di letteratura della terza ora, le caviglie incrociate, gli occhi scuri e vivaci. «A essere onesti, non credo vi tornerà utile per l’esame, perché inspiegabilmente non è previsto che siate preparati sul gossip editoriale del secolo scorso. Però potete tenerla a mente e usarla per far colpo sugli amici alle feste.» Sorride, si rimette dritto e tira fuori dalla tasca posteriore dei pantaloni blu scuro un pennarello da lavagna. 

«Okay» dice, «passiamo ai compiti per casa.» 

Noi gemiamo all’unisono e Bex – è così che lo chiamiamo – ci liquida dandoci della banda di lamentosi, poi ci assegna le prime quaranta pagine di Addio alle armi da leggere per l’indomani. 

«Voleranno» ci assicura, rigirandosi tra le dita il pennarello come un prestigiatore con un mazzo di carte. «Uno dei pregi di Hemingway – e Hemingway ne aveva parecchi, di pregi, ma ne parleremo domani – è che non era un amante dei paroloni.» 

«Ottima notizia» se ne esce Gray Kendall, un giocatore di lacrosse con le gambe lunghe che si è trasferito qui a settembre. Se ne sta spaparanzato al suo posto un paio di file dietro di me, e per un istante su una guancia gli appare una fossetta. «Non lo sono nemmeno io.» 

Quando la campanella suona la fine dell’ora, ci trasciniamo tutti verso la porta, le sedie stridono sul pavimento e l’odore dei sandwich di pollo della mensa si diffonde per il corridoio.

Raggiungo Chloe al suo banco in prima fila. «Pronta?» le chiedo. Ha messo il rossetto rosso che ormai la contraddistingue e un paio di giganteschi occhiali da hipster. I capelli biondi le ricadono in onde morbide sulla schiena, e sul colletto della camicia dell’uniforme scolastica è appuntata una spilletta a forma di fenicottero rosa. 

«Uhm» dice, sbirciando dietro di me, dove Bex è intento a ripulire la lavagna con un elegante movimento delle spalle nel maglione di cachemire grigio. 

Notando l’espressione inebetita con cui lo fissa non posso fare a meno di inarcare le sopracciglia, e lei ricambia con una smorfia. «Sì, sì.» 

«Mmm. Va bene» annuisco in maniera volutamente esagerata, e mi butto lo zaino in spalla; stiamo per uscire, quando Bex alza lo sguardo. «Ehi, ciao Marin» dice scuotendo la testa con aria colpevole. «Incredibile, mi sono scordato di nuovo il libro. Domani però te lo porto, tranquilla.» 

«Oh! Non c’è problema» sorrido. 

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Saranno due settimane che Bex ripete di volermi prestare la sua copia delle Correzioni perché secondo lui mi piacerà da morire, ma poi continua a dimenticarsene. 

«Meglio così. Onestamente, non ho molto tempo da dedicare alle letture di piacere.» 

«Lo so, lo so» ribatte con aria furba. «Siete tutti troppo impegnati a postare video di unboxing sui vostri canali YouTube, o a fare una qualsiasi di quelle cose che trovate divertenti.» 

Spalanco la bocca. «Non è vero!» protesto, anche se intanto provo un formicolio di piacere. «Più che altro sono sepolta dai compiti d’inglese.» «Sì, come no» dice Bex, sorridendo. «Fuori di qui. Oggi sono supervisore alla mensa; ci vediamo lì.»

Candace Bushnell e Katie Cotugno, Una ragazza perfetta, traduzione di Mariella Martucci, Harper Collins Italia, 2021, pp. 350, €16 (ebook 6,99)

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