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Simona Morani, Il bosco di Bruno

Simona Morani, Il bosco di Bruno

La storia è ambientata all’inizio del 1945 e parla di Bruno. 

Lui è un semplice ragazzo, italiano: va a scuola, adora andare nel bosco vicino casa e parlare con gli animali che lo abitano.

Il fratello è partito per andare in guerra e di lui non si hanno notizie.

Bruno sa solo che lui e Giovanni, il ragazzo che è partito con lui, non sono mai arrivati alla stazione insieme agli altri che sarebbero partiti per aiutare Mussolini.

In realtà si sono uniti ai partigiani e per questo loro e la loro famiglia non vengono visti di buon occhio da chi abita nel loro stesso paese; il maestro fa sempre battute e allusioni, ma Bruno non le capisce perché i suoi parenti non gli hanno detto nulla.

Un giorno il maestro dice che dovranno portare un picchetto a scuola il giorno dei giochi sportivi.

Quel giorno i fascisti li avrebbero visti per le loro doti fisiche; magari in quella classe ci sarebbe stato un futuro soldato.

Suo padre sapeva lavorare il legno, così chiede a lui di fabbricarglielo; quando a scuola apre il sacchetto che conteneva il picchetto, trova un paio di sci.

Lui non aveva capito che, in quel modo, gli aveva dimostrato da che parte stava.

Una mattina rivede il fratello e il suo compagno, e subito dopo arrivano i soldati.

Lui scappa con sua zia Sonia, che lo porta in una baracca.

Dovrà restare lì per molto tempo, spesso da solo perchè la zia cerca di proteggere il resto della famiglia.

La prima sera, mentre è da solo, entra da un pertugio nel muro un animale; stando al buio non lo riconosce e ha paura.

Giorni dopo lo vedrà alla luce della luna quell’animale, “il mostro”, e capirà che è semplicemente un… tasso!

Piano piano riusciranno a creare un rapporto, non troppo amoroso, e un giorno l’animale lo porta nella radura dove aveva la tana. 

Passano i giorni e non accade nulla, ma poi davanti alla “casa” dove si nascondeva, due soldati italiani e due tedeschi uccidono Giovanni.

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Indeciso sul da farsi, alla fine esce dalla casa per vedere come stava.

Mancava poco e sarebbe morto così chiede a Bruno di portare agli altri partigiani la notizia che i soldati sarebbero andati alla centrale elettrica, così non sarebbero stati impreparati.

Inizialmente aveva paura, ma poi ha ripensato al fatto che aveva scelto Coraggio come nome di battaglia.

Il bosco di Bruno è una storia che in modo delicato parla di un periodo difficile per il nostro paese; è una storia di coraggio e fiducia, con un protagonista molto piccolo con un cuore, delle emozioni e dei sentimenti, nei confronti degli altri, molto grandi. 

Ha saputo aspettare e mettere da parte le paure. 

Eleonora Moscetti

Simona Morani, Il bosco di Bruno, Giunti, 2021, pp. 144, €14.

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