L’incipit della settimana: Gabriele Clima, Continua a camminare

SALIM

Devo correre… devo correre, perché non c’è più tempo… insegnamelo, Abèd, insegnamelo adesso a usare i libri… No, Salìm, arrivi tardi… Abèd, aspetta, non è tardi, Ciao, Salìm, stammi bene, devo andare; mi raccomando, dai un bacio a papà… Abèd! Aspetta! Abèd! Mi sveglio di soprassalto, sudato, col cuore che mi batte forte. È buio. Ho la sabbia appiccicata sulla faccia. Papà dorme, accanto a me, con la testa completamente affondata nel suo sacco, che mi chiedo com’è che fa a respirare. Gli altri sono stesi tutti intorno. Si vedono appena, sembrano sassi, sparsi, gettati nella sabbia nel mezzo del deserto. Intanto il vento comincia ad alzarsi.

FATMA

E torna la paura. Ero riuscita a ricacciarla indietro e adesso torna così, improvvisamente. Tu non hai paura? vorrei chiedere a Khalid, io dalla paura non riesco quasi a respirare. Ma forse è per la cintura, Khalid me l’ha stretta così forte che mi manca il fiato. È giusto così, ha detto, devi sentirla addosso, devi sentirla sulla pelle fino all’ultimo momento. Aspetto che almeno mi dica qualche cosa, qualcosa come Non ti preoccupare, ci sono qui io. E mi sorrida. E invece niente; spegne il motore, ripiega la cartina, la ripone nel cassettino. Le stelle, dico fra me e me, guarda le stelle. Scendo dalla macchina ed ecco, sì, le stelle; le stelle almeno un po’ mi fanno stare meglio.

Gabriele Clima, Continua a camminare, Feltrinelli Up, 2017, pp.260, €13

 

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